Garamycin® Spugna medicata

Composizione

Principi attivi

Gentamicin ut Gentamicini sulfas.

Sostanze ausiliarie

Collagene nativo di tendini di bovino.

Garamycin Spugna è costituita da 70 mg risp. 280 mg da fibre di collagene di bovino altamente purificate nei cui pori sono incorporate le molecole di gentamicina.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 Spugna medicata sterile di 5 × 5 × 0,5 cm: 50 mg di gentamicina sulfas corrispondente a 32,5 mg gentamicina.

1 Spugna medicata sterile di 10 × 10 × 0,5 cm: 200 mg di gentamicina sulfas corrispondente a 130 mg gentamicina.

Indicazioni/possibilità d’impiego

Garamycin Spugna viene impiegata come trattamento di supporto nelle infiammazioni post-traumatiche ed ematogene purulente di ossa e midollo osseo in seguito a pulizia chirurgica dei focolai d’infezione. Garamycin Spugna viene usata anche per il trattamento locale di difetti e altre cavità residue nella chirurgia dei tessuti molli, come per esempio la cavità sacrale in seguito ad amputazione del retto oppure in presenza di ascessi dei tessuti molli.

Posologia/impiego

Posologia abituale

In generale, Garamycin Spugna viene applicata come segue, evitando di esercitare una forte pressione:

Dopo aver eliminato il focolaio d’infiammazione, a seconda delle dimensioni del difetto, vengono introdotte:

Pazienti con peso corporeo <50 kg: 1-3 spugne (10 × 10 cm).

Pazienti con peso corporeo >50 kg: fino a 5 spugne (10 × 10 cm).

In presenza di difetti di piccole dimensioni, la spugna deve essere adeguatamente ritagliata oppure è possibile impiegare il formato più piccolo di Garamycin Spugna (5 × 5 cm).

In presenza di infezioni dei tessuti molli: dopo l’eliminazione chirurgica del focolaio d’infiammazione, a seconda delle dimensioni del difetto vengono impiegate da 1 a 3 spugne (10 × 10 cm). In caso di difetti di piccole dimensioni, la spugna deve essere adeguatamente ritagliata oppure è possibile impiegare Garamycin Spugna (5 × 5 cm).

 

Modalità di utilizzo corretta

Durante l’utilizzo della spugna Garamycin è necessario accertarsi che quest’ultima venga applicata nel sito dell’impianto con strumentazione e guanti asciutti. Il blister deve essere estratta dal sacchetto in condizioni asettiche; la spugna deve essere estratta dal blister in condizioni asettiche e deve essere utilizzata a secco. Inumidire la spugna Garamycin prima dell’impianto può determinare la perdita dell’efficacia a causa della dispersione del solfato di gentamicina idrosolubile. La spugna non può essere risterilizzata. In caso di impianti in cavità difettose, prestare attenzione che la spugna Garamycin venga applicata in maniera lassa e che vengano previsti dei drenaggi per evitare la ritenzione di secrezioni.

Dal momento che il supporto viene assorbito completamente, non è necessario rimuoverlo dopo l’intervento chirurgico.

Bambini e adolescenti

Dato che la sicurezza e l’efficacia di Garamycin nei bambini e negli adolescenti non sono state testate, la spugna non deve essere impiegata nei pazienti in questa fascia d’età.

Controindicazioni

In caso di allergia nota al collagene e d’ipersensibilità alla gentamicina o ad altri aminoglicosidi, Garamycin Spugna non deve essere utilizzata.

Un’anamnesi di ipersensibilità o di reazioni tossiche gravi agli aminoglicosidi può costituire un’ulteriore controindicazione.

Garamycin Spugna non deve essere utilizzata in pazienti con anamnesi di patologie del sistema immunitario o del tessuto connettivo.

Garamycin Spugna è controindicata in gravidanza e durante l’allattamento (vedi «Gravidanza/Allattamento»).

Avvertenze e misure precauzionali

Dato che sia l’entità dell’esposizione sistemica alla gentamicina sia la durata dipendono più dalle condizioni di vascolarizzazione locale che dalla dose somministrata e quindi non sono prevedibili individualmente, occorre considerare gli stessi rischi e gli stessi effetti indesiderati presenti con la somministrazione sistemica.

 

Come tutti gli altri aminoglicosidi, anche Garamycin è potenzialmente nefrotossico. I pazienti con funzionalità renale compromessa che ricevano dosi elevate o che siano sottoposti a un trattamento prolungato con Garamycin sono esposti a un maggior rischio di nefrotossicità.

Soprattutto i pazienti anziani e i pazienti più giovani risultano esposti in maggior misura a tale rischio, per cui si consiglia di esercitare un monitoraggio clinico particolarmente attento su questi pazienti. Nei pazienti sottoposti a terapia prolungata (p.es. per un periodo superiore a 7-10 giorni) o qualora si utilizzino dosi superiori alla normale dose applicata in base al peso, all’età o alla funzionalità renale stimata, si consiglia di procedere ad una rilevazione di base e a controlli regolari della funzionalità renale e degli elettroliti sierici.

Casi di elevata nefrotossicità sono stati riferiti anche a seguito della contestuale somministrazione di aminoglicosidi e cefalotina.

 

Inoltre, nei pazienti trattati con Garamycin può insorgere ototossicità sia nella porzione vestibolare che nella porzione uditiva, particolarmente nei pazienti con compromissione renale preesistente oppure nei pazienti con funzione renale normale trattati con dosi più alte o più a lungo di quanto raccomandato.

 

Ogniqualvolta possibile, occorre sorvegliare le concentrazioni sieriche degli aminoglicosidi in modo da garantire livelli adeguati ed evitare livelli potenzialmente tossici. Se si controllano i picchi di concentrazione sierica della gentamicina, occorre evitare i livelli di picco di lunga durata superiori a 10-12 μg/ml e livelli minimi di lunga durata superiori a 2 μg/ml.

Altri fattori che possono aumentare il rischio di tossicità includono l’età avanzata e la perdita di idratazione.

 

Gli aminoglicosidi devono essere somministrati con cautela ai pazienti con malattie della muscolatura come la miastenia grave o il Morbo di Parkinson, poiché il loro possibile effetto curaro-simile sulla funzione neuromuscolare può peggiorare la debolezza muscolare.

 

È stata osservata un’allergia crociata tra gli aminoglicosidi. Durante il trattamento, i pazienti devono essere sufficientemente idratati.

 

Il trattamento con gentamicina può avere come conseguenza una forte proliferazione di germi non sensibili. In questo caso, è necessario avviare una terapia idonea.

 

Non sono disponibili dati sull’impiego di impianti con gentamicina in pazienti affetti da patologie del sistema immunitario o del connettivo. Sebbene non vi siano prove che l’uso di collagene animale causi un peggioramento di malattie come il lupus eritematoso, la sclerodermia e la poliartrite cronica, in questi pazienti gli impianti con gentamicina vanno utilizzati solo sotto stretto controllo (vedi «Controindicazioni»).

Interazioni

Attualmente non esistono interazioni locali note riguardanti l’utilizzo di Garamycin Spugna. Tuttavia, la gentamicina contenuta nella spugna Garamycin viene assorbita dall’organismo con livelli plasmatici che possono variare in misura consistente da un paziente all’altro. Pertanto, sono possibili le stesse interazioni riscontrate in caso di esposizione alla gentamicina per via sistemica.

 

L’assunzione contemporanea di gentamicina e di diuretici ad azione forte, come l’acido etacrinico o la furosemide, deve essere evitata dato che alcuni diuretici possono essi stessi causare ototossicità. In caso di somministrazione endovenosa, i diuretici possono aumentare la tossicità degli aminoglicosidi modificando la concentrazione degli antibiotici nel siero e nei tessuti.

La possibilità che si verifichi un blocco neuromuscolare e paralisi respiratoria deve essere considerata, nel caso in cui si somministri gentamicina ad alte dose a pazienti che ricevono farmaci bloccanti neuromuscolari (come succinilcolina, tubocurarina o decametonio), anestetici, o che abbiano subito importanti trasfusioni di sangue anticoagulato (contenuto di citrato).

In caso di blocco, la somministrazione di sali di calcio può annullare queste manifestazioni.

L’uso contemporaneo e/o successivo sistemico o locale di altri farmaci potenzialmente neurotossici e/o nefrotossici, come cisplatino, ciclosporina, cefalosporine, kanamicina, amikacina, neomicina, polimixina B, colistina, paromomicina, streptomicina, tobramicina, netilmicina, vancomicina e viomicina deve essere evitato.

 

In vitro l’associazione di aminoglicosidi e antibiotici beta-lattamici (penicillina o cefalosporina) può causare una significativa inattivazione reciproca. Anche con la somministrazione separata di un aminoglicoside e di una penicillina per vie di somministrazione diverse, in pazienti con ridotta funzionalità renale e anche in alcuni pazienti con normale funzionalità renale è stata osservata una riduzione dell’emivita sierica o dei livelli sierici dell’aminoglicoside. In pazienti con grave compromissione della funzionalità renale a cui erano stata somministrate contemporaneamente gentamicina e carbenicillina, è stata riscontrata una riduzione dell’emivita sierica della gentamicina. Normalmente questa inattivazione dell’aminoglicoside assume significatività clinica solo nei pazienti con grave limitazione della funzionalità renale.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Gli aminoglicosidi attraversano la placenta e possono danneggiare il feto se vengono somministrati a donne gravide. Sono stati riferiti casi di sordità congenita bilaterale completa, irreversibile, in bambini le cui madri durante la gravidanza avevano assunto aminoglicosidi, compresa la gentamicina. Per queste ragioni, Garamycin Spugna deve essere utilizzato solo quando è assolutamente necessario. Se si rende necessaria l’applicazione di una spugna contenente gentamicina in gravidanza o se la paziente resta incinta durante il trattamento con gentamicina, la paziente deve essere informata del potenziale pericolo per il feto.

Allattamento

Indagini condotte sulle madri in allattamento mostrano che piccole quantità di gentamicina solfato possono passare nel latte materno. Dati gli effetti collaterali potenzialmente gravi, il farmaco non deve essere somministrato durante l’allattamento oppure l‘allattamento deve essere sospeso.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Se subentrano effetti indesiderati come vertigine, stordimento, perdita dell’udito, letargia, confusione, convulsioni o disturbi della vista, Garamycin può compromettere la capacità di guidare e la capacità di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Negli studi condotti non sono state appurate nefrotossicità e ototossicità in relazione all’uso di Garamycin Spugna. Dai dati farmacocinetici risulta evidente che sono sempre stati misurati picchi di concentrazione sierica <5 μg/ml. Fondamentalmente, possono verificarsi gli stessi effetti indesiderati che si osservano in caso di somministrazione parenterale (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

Eventi indesiderati

Molto comune (>1/10); comune (>1/100, <1/10); non comune (>1/1’000, <1/100); raro (>1/10’000, <1/1’000); molto raro (<1/10’000).

 

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comuni: splenomegalia: aumento o riduzione del numero di reticolociti, anemia, leucopenia, granulocitopenia, eosinofilia, trombocitopenia.

Rare: agranulocitosi transitoria, riduzione dei livelli di calcio, magnesio, sodio e potassio.

 

Disturbi del sistema immunitario

Non comuni: reazioni anafilattoidi.

Molto rari: sindrome di Steven-Johnson, epidermolisi acuta tossica (sindrome di Lyell).

 

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Rari: edema della laringe, perdita di appetito, calo ponderale.

 

Disturbi psichiatrici

Rari: depressione, letargia, confusione.

 

Patologie del sistema nervoso

Non comuni: perdita di sensibilità, convulsioni.

Rare: pseudotumore cerebri, sindrome cerebro-organica acuta, mal di testa.

 

Patologie dell’occhio

Non comuni: disturbi della vista.

 

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Comuni o molto comuni: capogiro, vertigine, rimbombo, perdita dell’udito, tinnito.

Rare: sordità.

 

Patalogie cardiache

Non comuni: ipotensione, ipertensione.

 

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comuni: depressione respiratoria.

Rare: fibrosi polmonare.

 

Patologie gastrointestinali

Non comuni: nausea, vomito, stomatite.

Rare: aumento della salivazione.

 

Patologie epatobiliari

Non comuni: epatomegalia transitoria. Aumento di SGOT, SGPT e LDH, fosfatasi alcalina, bilirubina.

 

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comuni: parestesie, rash, prurito, orticaria, bruciore generalizzato.

Rare: alopecia, porpora.

 

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comuni: spasmi muscolari, artralgia, dolori articolari, sindrome simil-miastenica.

 

Patologie renali e urinarie

Comuni o molto comuni (pazienti a rischio): reazioni nefrotossiche (cilindruria, proteinuria, aumento di BUN, NPN, creatinina sierica).

Rare: oliguria.

 

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comuni: febbre, atrofia sottocutanea, necrosi del tessuto adiposo nel sito di iniezione.

 

Neurotossicità

Sono stati riferiti effetti collaterali in corrispondenza dell’8° nervo cranico, e inoltre a carico del nervo vestibolare e del nervo acustico. Questi eventi si sono verificati prevalentemente in pazienti con insufficienza renale e in pazienti che avevano assunto alte dosi e/o avevano seguito una terapia prolungata. I sintomi comprendono vertigine, capogiro, tinnito, rimbombo e perdita dell’udito. La perdita dell’udito si manifesta inizialmente mediante riduzione della percezione delle alte frequenze e può essere irreversibile. Come con gli altri aminoglicosidi, le alterazioni vestibolari possono essere irreversibili. Altri fattori che aumentano il rischio di tossicità possono essere la disidratazione, la contemporanea somministrazione di acido etacrinico o furosemide oppure una precedente esposizione ad altre sostanze ototossiche.

 

Reazioni nel sito di applicazione

Si sono verificati lievi effetti collaterali locali reversibili come eritema, secrezione dalla ferita e prurito. All’inizio dell’assorbimento tissutale di Garamycin Spugna in alcuni casi può verificarsi un aumento della secrezione e un arrossamento della ferita. Se, in caso di cavità infette estese, è possibile applicare drenaggi, si raccomanda di utilizzarli.

 

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

In caso di sovradosaggio o reazioni tossiche causate da Garamycin Spugna, è possibile eseguire una dialisi peritoneale oppure un’emodialisi.

Con un utilizzo di un massimo di 7 spugne (10x10 cm), fino a oggi non sono stati osservati effetti collaterali significativi.

Proprietà/effetti

Codice ATC

J01GB03

Meccanismo d’azione

Dopo l’applicazione di Garamycin Spugna nell’osso o nel tessuto molle infetto, la gentamicina viene rilasciata in maniera prolungata raggiungendo concentrazioni locali con efficacia battericida.

La gentamicina agisce sugli agenti gram-negativi e gram-positivi sensibili bloccando la sintesi proteica ribosomiale.

Farmacodinamica

Sebbene nel caso di Garamycin Spugna si tratti di una proteina estranea, in generale il collagene è un antigene molto debole e questo spiega la sua buona tollerabilità immunologica. Il collagene come matrice di supporto viene completamente assorbito entro 3 mesi.

Il collagene ha un effetto emostatico e pertanto riduce la possibilità di formazione di un ematoma sulla ferita. L’emostasi viene attivata mediante il contatto del sangue con la matrice di collagene di Garamycin Spugna. Il collagene esercita un effetto positivo anche sulla rigenerazione tissutale e sulla rivascolarizzazione. Dopo l’applicazione dell’impianto, l’effetto principale è locale.

Nella tabella seguente sono elencati i germi in ordine di sensibilità alla gentamicina.

 

(μg/ml)

(μg/ml)

Sensibilità

Germi

MHK50

MHK90

%

Stafilococco (coagulasi-negativo)

50

100

18

Enterobacter sp.

0,4

0,8

100

Serratia

0,8

3,12

100

Klebsiella sp.

0,8

3,12

95

Proteus mirabilis

3,12

6,25

70

Escherichia coli

0,8

3,12

94

Pseudomonas aeruginosa

0,8

12,5

79

Stafilococco

0,2

25

78

Proteus (indol-pos.)

1,56

100

71

 

In generale, i seguenti batteri sono resistenti agli aminoglicosidi, inclusa la gentamicina: meningococchi, Streptococcus pneumoniae, la maggior parte delle specie di streptococchi, in particolare quelli del gruppo D, micoplasmi, clamidie e anaerobi come le specie Bacteroides e Clostridium.

Farmacocinetica

Il comportamento farmacocinetico di Garamycin Spugna può essere spiegato con l’ausilio del rapporto tra la matrice di supporto e la sostanza attiva. Al microscopio ottico, la spugna di collagene presenta pori di dimensioni medie comprese tra 100 e 200 nm, in cui sono incorporate molecole di gentamicina di dimensioni comprese tra 3 e 4 nm.

 

Livello di essudato

Il rilascio di gentamicina dalla matrice di supporto dipende dai rapporti di vascolarizzazione locali. Nel complesso, i pazienti hanno evidenziato livelli di essudato massimi molto diversi. In 28 pazienti con osteiti (applicazione di 130 mg fino a un massimo di 520 mg di gentamicina) sono state rilevate concentrazioni massime comprese tra 170 e 900 μg/ml. Già durante il 2° giorno successivo all’intervento chirurgico le concentrazioni si erano notevolmente ridotte e il 3° giorno si avvicinavano a un valore pari a zero. Invece il livello di essudato si conserva relativamente elevato per più giorni quando i rapporti di vascolarizzazione sono meno favorevoli.

Di conseguenza, applicazioni diverse di Garamycin Spugna possono determinare un rilascio di gentamicina e concentrazioni di gentamicina nei tessuti molli o ossei molto diverse e questo spiega l’ampia gamma di livelli di essudato misurati nei singoli pazienti.

 

Livello sierico

Il rapporto tra la dose di gentamicina applicata e la concentrazione sierica massima è stato oggetto di numerosi studi. In questi studi, la dose di gentamicina massima applicata era pari a 650 mg (corrispondente a 5 spugne 10x10 cm).

Le concentrazioni sieriche massime erano sempre inferiori a 5 μg/ml. In parte è stato possibile individuare solo pochissima gentamicina nel siero, ossia le concentrazioni sieriche massime durante l’intero periodo di osservazione si collocavano vicino al limite di rilevabilità di 0,25 μg/ml. Le concentrazioni massime sono state raggiunte 2-12 ore dopo l’impianto. Non è stato possibile individuare una correlazione tra la dose di gentamicina applicata e la concentrazione sierica massima.

Le concentrazioni sieriche massime misurate erano sempre al di sotto delle concentrazioni tossiche limite di 10 μg/ml riferite in letteratura per la gentamicina. Le concentrazioni sieriche massime ottenute con l’applicazione di Garamycin Spugna sono significativamente inferiori rispetto a quelle ottenute con la somministrazione di gentamicina per via intramuscolare o endovenosa.

 

Eliminazione

L’eliminazione della gentamicina avviene sempre in forma immodificata attraverso le urine e il livello urinario e sierico presentano un comportamento sincrono. Nelle urine non sono state raggiunte concentrazioni tossiche. Il 50% della dose applicata viene già eliminato dopo 3-5 giorni attraverso i reni. Così, dopo una dose di 130 mg di gentamicina, il 1° giorno vengono escreti in media 35 mg, il 2° giorno 9,2 mg e il 3° giorno 6,3 mg di gentamicina attraverso le urine.

 

Assorbimento del collagene

Il tempo di assorbimento del collagene dipende dai rapporti di perfusione individuali nel sito dell’impianto. Nei casi in cui Garamycin Spugna era stata impiegata nell’ambito di operazioni all’articolazione dell’anca, già dopo 9 giorni non si rilevava più materiale collagenoso. Se invece il collagene era stato sottratto all’azione diretta dei fagociti, dopo 9 settimane erano ancora presenti fibre di collagene. Come per la farmacocinetica, anche dal punto di vista istologico è stato possibile individuare una correlazione diretta tra vascolarizzazione, ossia il trasporto di fagociti, e la velocità di assorbimento del collagene.

 

Cinetica in particolari categorie di pazienti

Gli impianti di gentamicina sono controindicati per il trattamento dei bambini.

Nei pazienti con anamnesi d’insufficienza renale si verificano più frequentemente effetti collaterali renali (vedi «Avvertenze e misure precauzionali»).

Dati preclinici

Nelle indagini sulla tossicità cronica della gentamicina sono state osservate diverse specie di effetti nefrotossici e ototossici. Gli esami sulla mutagenicità eseguiti fino a oggi non indicano alcun potenziale mutageno del farmaco, tuttavia l’attuale situazione dei dati non permette alcuna valutazione conclusiva del rischio. Non esistono indagini sul lungo periodo su animali relativamente al potenziale cancerogeno della sostanza.

Per quanto concerne la sostanza di supporto della gentamicina, ossia il collagene, si tratta di una sostanza biologica, fisiologica. Pertanto, conseguenze tossiche sono molto improbabili. Non esistono dati sulla mutagenicità, l’embriotossicità e la cancerogenicità del collagene che siano stati ottenuti tramite indagini mirate.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Non conservare a temperature superiori a 30 °C.

Indicazioni per la manipolazione

Non è possibile risterilizzare i resti di spugna non usati, che devono essere smaltiti.

La spugna di Garamycin è in un blister sterile qui è confezionato in un sacchetto.

Numero dell’omologazione

52'918 (Swissmedic).

Confezioni

Spugne 5x5x0,5 cm: 1 e 5x1

Spugne 10x10x0,5 cm: 1 e 5x1

Titolare dell’omologazione

Curatis AG, 4410 Liestal.

Stato dell’informazione

Dicembre 2021