Colistin per inalazione
Teva Pharma AG
Composizione
Principi attivi
Colistimetato sodico.
Sostanze ausiliarie
Polvere per soluzione per nebulizzatore: nessuna.
Solvente: fiala con solvente (solo 1 milione di U.I.)
Sodio cloruro, acqua per preparazioni iniettabili
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Colistin per inalazione 1 milione di U.I.
Polvere e solvente per soluzione per nebulizzatore.
Sostanza secca:
1 flaconcino di Colistin per inalazione contiene: 1 milione di U.I. di colistimetato sodico
Solvente
1 fiala di solvente contiene 3 ml di soluzione di NaCl allo 0.9%
1 ml di soluzione ricostituita contiene: 11.1 mg di colistina (= 26.33 mg di colistimetato sodico).
Colistin per inalazione 2 milione di U.I.
Polvere per soluzione per nebulizzatore.
1 flaconcino di Colistin per inalazione contiene: 2 milione di U.I. di colistimetato sodico
Colistin per inalazione 2 milioni di U.I. viene prescritto dal medico insieme ad una soluzione pronta all'uso di sodio cloruro allo 0.9%. Per preparare la soluzione finale, Colistin per inalazione 2 milioni di U.I. deve essere disciolto in 4 ml della soluzione pronta all'uso di sodio cloruro allo 0.9%. 1 ml di soluzione ricostituita contiene: 16.65 mg di colistina (= 39.50 mg di colistimetato sodico).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Possibilità d'impiego: Colistin per inalazione è indicato per l'aerosolterapia intermittente delle infezioni delle vie respiratorie da Pseudomonas aeruginosa nei pazienti con fibrosi cistica.
È importante seguire le raccomandazioni ufficiali sull'uso appropriato degli antibiotici, in particolare le raccomandazioni d'uso per prevenire l'aumento della resistenza agli antibiotici.
Posologia/Impiego
La prima somministrazione di Colistin per inalazione deve avvenire sotto la supervisione di personale medico che abbia esperienza con la malattia della fibrosi cistica.
Posologia abituale
Nell'aerosolterapia, Colistin per inalazione può essere somministrato alla posologia di 30'000 U.I./kg PC al giorno.
La dose giornaliera abituale di Colistin per inalazione per gli adulti e gli adolescenti di età >12 anni è compresa tra 0.5 milioni di U.I. due volte al giorno e 2 milioni di U.I. due volte al giorno per via inalatoria (1 milione di U.I. = 1'000'000 U.I.). In media, si somministra 1 milione di U.I. due volte al giorno.
Durata della terapia
La durata della terapia non dovrebbe superare le 4–6 settimane per ciclo di trattamento.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Non è necessario ridurre la dose nei pazienti con compromissione della funzionalità renale (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). Tuttavia, occorre prestare grande attenzione agli effetti collaterali neurologici e controllare regolarmente la funzionalità renale.
Bambini
Sono disponibili esperienze molto limitate in relazione al trattamento di bambini di età inferiore a 12 anni. Poiché nello specifico non sono disponibili raccomandazioni posologiche fondate da un punto di vista scientifico, l'uso di Colistin per inalazione non è indicato nei bambini di età inferiore a 12 anni.
Controindicazioni
La colistina non deve essere usata:
in caso di ipersensibilità alla colistina e alla polimixina B,
in caso di miastenia gravis,
nei neonati a termine e prematuri.
Avvertenze e misure precauzionali
Broncospasmo
Nei pazienti suscettibili, i medicamenti inalatori come la colistina possono essere causa di broncocostrizione acuta. Pertanto, la prima dose di Colistin per inalazione deve essere somministrata sotto la supervisione di personale medico esperto, impiegando un broncolitico prima dell'inalazione nel caso in cui questo faccia parte del regime attuale del paziente in cura. Il volume espiratorio forzato in un secondo (FEV1) deve essere misurato prima e dopo l'inalazione. Qualora un paziente non sottoposto a trattamento broncolitico dovesse manifestare segni indicativi di ostruzione bronchiale indotta dalla terapia, il test andrà ripetuto con un broncolitico alla successiva somministrazione di colistina.
Disturbi della funzionalità renale
Non si conosce la farmacocinetica del colistimetato in seguito a somministrazione per via inalatoria a pazienti con insufficienza renale. In particolare non è noto se, in presenza di insufficienza renale, la somministrazione inalatoria determini un accumulo di colistina. Tuttavia, in considerazione della limitata biodisponibilità sistemica dopo somministrazione inalatoria, questo rischio è da considerarsi basso.
Se Colistin per inalazione deve essere somministrato a pazienti con compromissione della funzionalità renale, occorre prestare grande attenzione agli effetti collaterali neurologici e controllare regolarmente la funzionalità renale.
Nefrotossicità
Sebbene la terapia con aminoglicosidi sia stata associata a nefrotossicità, in letteratura è riportato un solo caso di nefrotossicità derivante dall'uso parenterale. Nei pazienti trattati in concomitanza con preparati potenzialmente nefrotossici (ad es. aminoglicosidi, cefalosporine, ciclosporina) il trattamento con Colistin per inalazione deve essere effettuato con cautela, non potendo escludere una maggiore compromissione della funzionalità renale per effetto di tali combinazioni (cfr. anche la rubrica «Interazioni»).
Porfiria
La colistina può esacerbare la porfiria. Pertanto, il trattamento con colistina di pazienti affetti da porfiria deve avvenire con cautela.
Emottisi
L'inalazione di colistina può innescare il riflesso della tosse. Pertanto l'impiego di Colistin per inalazione in pazienti con emottisi attiva deve avvenire solo dopo valutazione del rapporto rischio-beneficio.
Resistenza
Come avviene per altri antibiotici, la terapia con colistina può comportare l'insorgenza di germi non sensibili. In questi casi occorre istituire una terapia appropriata.
In rari casi è inoltre possibile che si verifichi un aumento della concentrazione minima inibente dei germi di Pseudomonas aeruginosa. Dopo l'interruzione e/o la modifica della terapia, è possibile che l'efficacia venga ripristinata.
Interazioni
Nefrotossicità
Il rischio di nefrotossicità associato a colistina può aumentare in caso di combinazione con sostanze anch'esse nefrotossiche (ad es. aminoglicosidi, cefalosporine, ciclosporina, furosemide, acido etacrinico).
Studi in vitro
In vitro, sono stati riscontrati effetti sinergici della combinazione di colistina e cotrimossazolo in una serie di batteri Gram-negativi.
Effetto di altri medicamenti su Colistin
Il rischio di blocco neuromuscolare può essere aumentato dalla somministrazione concomitante di narcotici per via inalatoria (ad es. etere, alotano), miorilassanti e curarosimili (ad es. tubocurarina, succinilcolina) o aminoglicosidi.
Se preceduta dall'inalazione di dornase alfa, l'inalazione di Colistin per inalazione deve essere posticipata.
Gravidanza, allattamento
Non vi è esperienza documentata circa l'utilizzo di Colistin per inalazione in donne in gravidanza. La colistina attraversa la placenta. Gli studi sugli animali condotti con colistina hanno mostrato tossicità per la riproduzione (cfr. la rubrica «Dati preclinici»). A causa del possibile assorbimento e del conseguente rischio di reazioni nefro- e neurotossiche nel feto, l'uso di Colistin per inalazione durante la gravidanza va limitato ai casi di stringente indicazione.
Allattamento
La colistina è escreta nel latte materno. Se una madre deve essere sottoposta al trattamento con Colistin per inalazione durante l'allattamento, è necessario interrompere l'allattamento. Nel lattante allattato con latte materno sono possibili effetti sulla flora intestinale fisiologica associati a diarrea e colonizzazione di lieviti. Parimenti non è possibile escludere l'eventualità di una sensibilizzazione.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Colistin può avere effetti sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine. L'insorgenza di capogiri (cfr. anche la rubrica «Effetti indesiderati») può alterare la capacità di reazione a tal punto da compromettere la capacità di condurre veicoli, utilizzare macchine o svolgere lavori senza un appoggio sicuro. Ciò vale in misura maggiore in associazione con l'alcol.
Effetti indesiderati
Per la maggior parte, gli effetti indesiderati indicati sono stati ricavati dalla letteratura e dalle segnalazioni spontanee. Di conseguenza, la loro frequenza esatta non è nota.
Molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1'000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1'000); molto raro (<1/10'000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Infezioni ed infestazioni
Non nota: candidiasi orale. L'uso prolungato può determinare la proliferazione di germi resistenti.
Disturbi del sistema immunitario
Non nota: angioedema.
In casi molto rari, sia la terapia parenterale sia quella inalatoria possono causare reazioni da ipersensibilità quali eruzione cutanea, prurito e febbre da medicamento.
Patologie del sistema nervoso
Non nota: capogiro, parestesie.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto comune: broncospasmo.
Non nota: tosse aumentata, aumentata produzione di espettorato, dispnea, infiammazioni della mucosa, faringite, stimolo a tossire.
Patologie gastrointestinali
Non nota: nausea, bruciore alla lingua, gusto sgradevole.
Patologie renali e urinarie
Non nota: insufficienza renale acuta.
Le reazioni nefrotossiche sono gli effetti collaterali più comuni associati all'uso parenterale di colistina; questi effetti non possono essere completamente esclusi per l'aerosolterapia. Le reazioni nefrotossiche si manifestano come albuminuria, ematuria, cilindruria, aumento di azoto ureico e creatinina nel siero, riduzione della filtrazione glomerulare. In caso di accumulo o sovradosaggio incombe il rischio di una insufficienza renale acuta (anuria, necrosi tubulare acuta).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
La disponibilità sistemica del colistimetato dopo somministrazione per via inalatoria è limitata. Il rischio di intossicazioni derivanti dalla somministrazione inalatoria di colistimetato è da considerarsi molto basso. Finora non è pervenuta alcuna segnalazione in tal senso.
In caso di ingestione orale accidentale di Colistin per inalazione è improbabile che si verifichino effetti tossici, dal momento che il colistimetato non viene praticamente assorbito dal tratto gastrointestinale integro. La somministrazione parenterale può causare reazioni sia nefrotossiche (albuminuria, ematuria, cilindruria, aumento di azoto ureico e creatinina nel siero, riduzione della filtrazione glomerulare) sia neurotossiche (formicolio in bocca, linguaggio indistinto, andatura atassica) in seguito a sovradosaggio. Una reazione possibile particolarmente grave è il blocco neuromuscolare con arresto respiratorio.
Trattamento
Non esiste alcun antidoto per la colistina. In caso di sovradosaggio, il trattamento con colistina ed altri medicamenti nefrotossici e/o neurotossici deve essere immediatamente interrotto. L'eliminazione della colistina può essere accelerata mediante una diuresi osmotica con mannitolo. L'emodialisi e la dialisi peritoneale rimuovono solo quantità esigue di colistina. Pertanto, l'emodialisi e la dialisi peritoneale devono essere utilizzate solo in caso di concomitante insufficienza renale.
In caso di blocco neuromuscolare o arresto respiratorio è necessaria la respirazione artificiale.
Proprietà/Effetti
Codice ATC J01XB01
Meccanismo d'azione
La colistina è un antibiotico polipeptidico ciclico prodotto dalla varietà colistinus del Bacillus polymyxa. Il colistimetato è il derivato acido metansolfonico della colistina. La colistina agisce come detergente cationico alterando la struttura e la funzionalità della membrana esterna e della membrana citoplasmatica degli agenti patogeni in fase di divisione e a riposo, risultando un agente battericida contro Gram-negativi.
Non è possibile mantenere gli stessi breakpoint di sensibilità individuati per la somministrazione parenterale del colistimetato quando il medicamento viene somministrato per inalazione. La definizione dei breakpoint di sensibilità e resistenza per la somministrazione di colistimetato per via inalatoria richiede cautela. Sulla base dell'esperienza acquisita dagli studi clinici e/o dagli studi in vitro, i germi associati a un'infezione polmonare nella fibrosi cistica possono essere suddivisi in:
Specie generalmente sensibili: Pseudomonas aeruginosa, Haemophilus influenzae.
Resistenze
Microrganismi naturalmente resistenti: Burkholderia cepacia, Staphylococcus aureus.
La prevalenza della resistenza acquisita per singole specie può variare a seconda della regione geografica e nel corso del tempo. Pertanto, in particolare ai fini di un adeguato trattamento delle infezioni gravi, sono auspicabili informazioni locali sulla situazione della resistenza. Se, in ragione della prevalenza locale della resistenza, l'uso di colistina appare discutibile quantomeno per alcune infezioni, è opportuno consultare il parere di esperti.
In particolare in caso di infezioni gravi o fallimenti terapeutici è inoltre opportuno effettuare una diagnosi microbiologica con individuazione dell'agente patogeno e della sua sensibilità alla colistina.
Farmacodinamica
Nessun dato.
Efficacia clinica
Nessun dato.
Farmacocinetica
Assorbimento
L'assorbimento del colistimetato sodico dopo l'inalazione può variare ampiamente da paziente a paziente. Le concentrazioni sieriche massime rilevate finora dopo inalazione di 2 milioni di U.I. di colistimetato sodico sono comprese tra «non misurabile» e 280 µg/l. Se si confrontano questi valori con le concentrazioni sieriche dopo somministrazione parenterale, si può concludere che l'assorbimento, inferiore al 2%, è molto basso.
Distribuzione
Dopo inalazione di 2 milioni di U.I. di colistimetato sodico, l'escrezione cumulativa media della sostanza nell'urina è dell'1%.
Dopo una e quattro ore dalla fine dell'inalazione di 1 milione di U.I. di colistimetato sodico sono state rilevate nell'espettorato concentrazioni pari rispettivamente a 183.6 mg/l e 22.8 mg/l. La deposizione polmonare è di circa il 15% della dose somministrata.
Metabolismo
Il colistimetato sodico è metabolizzato solo marginalmente. Si tratta di un profarmaco che viene idrolizzato nella forma attiva colistina.
Eliminazione
Dopo somministrazione endovenosa, l'eliminazione avviene principalmente mediante filtrazione glomerulare. Circa il 60% della dose somministrata è escreto in forma immodificata nelle urine entro 8 ore. In linea di principio, ciò dovrebbe valere anche per la parte assorbita della dose somministrata per via inalatoria.
Il colistimetato sodico, che non viene assorbito dopo somministrazione inalatoria, probabilmente viene escreto principalmente attraverso l'espettorato.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità renale
Non si conosce la farmacocinetica del colistimetato in seguito a somministrazione per via inalatoria a pazienti con insufficienza renale. In particolare non è noto se, in presenza di insufficienza renale, la somministrazione inalatoria determini un accumulo di colistina. Tuttavia, in considerazione della limitata biodisponibilità sistemica dopo somministrazione inalatoria, questo rischio è da considerarsi basso.
Dati preclinici
Tossicità a lungo termine
La colistina si è dimostrata nefrotossica per i ratti e per i cani dopo somministrazione prolungata nel tempo mediante diverse vie di somministrazione a posologie elevate.
Mutagenicità
Gli studi di mutagenicità in vitro e in vivo non hanno fornito alcuna evidenza di un potenziale genotossico clinicamente rilevante della colistina.
Cancerogenicità
Non sono disponibili studi a lungo termine sul potenziale cancerogeno.
Tossicità per la riproduzione
Studi tossicologici sulla riproduzione non sufficientemente documentati in cui la colistina è stata somministrata a topi, ratti e conigli utilizzando diverse vie di somministrazione non hanno dato prova di effetti teratogeni. Sono stati osservati effetti embriotossici (ossificazione ritardata, tassi di assorbimento aumentati) con la somministrazione per via endovenosa a posologie elevate in tutte le specie testate. La fertilità nei roditori maschi e femmine non è risultata intaccata. Nei ratti è stato riscontrato un effetto negativo sul tasso di natalità e sulla lattazione, mentre lo sviluppo post-natale non è stato compromesso. Nei topi, la colistina somministrata per via endovenosa ha tuttavia comportato una ridotta attività spontanea della prole.
Altre indicazioni
Incompatibilità
La soluzione preparata di colistimetato sodico per nebulizzatore non deve essere somministrata in combinazione con altri medicamenti.
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare nella confezione originale, al riparo dalla luce e a temperatura ambiente (15-25°C).
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Le soluzioni di colistina in soluzione fisiologica di sodio cloruro sono stabili in frigorifero o a temperature inferiori a 25°C per un massimo di 6 ore.
Solo per uso singolo. La soluzione non utilizzata deve essere immediatamente eliminata dopo il primo utilizzo.
Proteggere dalla luce!
Indicazioni per la manipolazione
La soluzione dovrebbe essere preparata immediatamente prima dell'uso.
Aggiungere il solvente contenuto nella fiala fornita in dotazione (3 ml per Colistin per inalazione da 1 milione di U.I.) o nella fiala prescritta dal medico (4 ml per Colistin per inalazione da 2 milioni di U.I.) alla polvere nel flaconcino aperto:
1.Rimuovere il cappuccio rosso e il tappo di gomma dal flaconcino di Colistin per inalazione da 1 milione di U.I. o 2 milioni di U.I.
2.Trasferire lentamente il solvente nel flaconcino.
3.Scuotere leggermente per sciogliere la polvere. Non agitare in modo troppo energico per evitare l'eccessiva formazione di schiuma.
Trasferire la soluzione in un nebulizzatore (ad es. Pari LC Plus, Pari eflow) e somministrare per inalazione.
Numero dell'omologazione
54915 (Swissmedic).
Confezioni
Colistin per inalazione 1 milione di U.I. 1 confezione da 14 flaconcini di polvere e 14 fiale con 3 ml di NaCl allo 0.9% [A]
Colistin per inalazione 2 milioni di U.I.: 1 confezione da 14 flaconcini di polvere [A]
Titolare dell’omologazione
Teva Pharma AG, Basel
Stato dell'informazione
Luglio 2021.