Medikinet®
Salmon Pharma GmbH
È soggetto alla legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope
Composizione
Principi attivi
Metilfenidato cloridrato.
Sostanze ausiliarie
Medikinet compresse da 5 mg: cellulosum microcristallinum, amylum pregelificatum (mais), calcii hydrogenophosphas, 44,50 mg lactosum monohydricum, magnesii stearas.
Medikinet compresse da 10 mg: cellulosum microcristallinum, amylum pregelificatum (mais), calcii hydrogenophosphas, 42,990 mg lactosum monohydricum, magnesii stearas.
Medikinet compresse da 20 mg: cellulosum microcristallinum, amylum pregelificatum (mais), calcii hydrogenophosphas, 40,50 mg lactosum monohydricum, magnesii stearas.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Medikinet compresse da 5 mg
Compresse con linea di frattura bianche, rotonde, divisibili e con una «S» impressa su entrambe le metà.
La compressa può venir divisa in due parti uguali.
Medikinet compresse da 10 mg
Compresse con linea di frattura bianche, rotonde, divisibili e con una «M» impressa su entrambe le metà.
La compressa può venir divisa in due parti uguali.
Medikinet compresse da 20 mg
Compresse con linea di frattura bianche, rotonde, divisibili e con una «L» impressa su entrambe le metà.
La compressa può venir divisa in due parti uguali.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Sindrome da deficit di attenzione/iperattività sussistente dall'infanzia (ADHD)
Medikinet è indicato per il trattamento della sindrome da deficit di attenzione/iperattività sussistente dall'infanzia (ADHD) nei bambini dai 6 anni e negli adolescenti fino ai 18 anni nell'ambito di una strategia terapeutica globale.
Il trattamento deve essere avviato e monitorato esclusivamente da medici specializzati in disturbi comportamentali nei bambini e negli adolescenti.
L'efficacia di Medikinet nel trattamento dell'ADHD è stata documentata in studi clinici controllati su bambini e adolescenti di età compresa tra 6 e 17 anni che soddisfacevano i criteri del DSM-IV per l'ADHD.
Medikinet deve essere utilizzato come parte di un programma terapeutico completo nel caso in cui le sole misure comportamentali si siano dimostrate inadeguate. Un programma terapeutico completo per il trattamento dell'ADHD può includere misure psicologiche, educative e sociali.
La diagnosi dovrebbe avvenire secondo i criteri del DSM-IV o la classificazione ICD-10, nonché basarsi su un'anamnesi e un esame completi del paziente.
Considerazioni specifiche concernenti la diagnostica nei bambini con disturbi comportamentali ipercinetici
Il trattamento con Medikinet non è indicato in tutti i bambini e adolescenti affetti da ADHD ma l'eventuale decisione di impiegarlo deve avvenire sulla base di un'attenta valutazione della gravità dei sintomi dei pazienti. Gli stimolanti non sono destinati all'uso in pazienti che presentano sintomi secondari legati all'ambiente e/o altri disturbi psichiatrici primari, inclusa la psicosi. Sono essenziali misure pedagogiche adeguate e, spesso, è utile ricorrere al supporto psicosociale.
L'eziologia specifica di tale sindrome non è nota. Non è possibile eseguire una diagnosi adeguata con un unico test diagnostico. Essa richiede l'impiego di risorse mediche nonché di risorse psicologiche, educative e sociali specifiche. L'apprendimento può essere compromesso, ma non necessariamente.
Il trattamento con Medikinet può attenuare i sintomi principali dell'ADHD quali distrazione da moderata a forte, rapida perdita dell'attenzione, impulsività, attività motoria intensificata e comportamento sociale irregolare.
Narcolessia
I sintomi comprendono: sonnolenza diurna, orari di sonno inappropriati e rapida perdita del tono muscolare volontario.
Posologia/Impiego
Posologia abituale
La posologia di Medikinet deve essere determinata su base individuale, in funzione delle necessità e della risposta di ciascun paziente.
Durante il trattamento dell'ADHD, il momento dell'assunzione dovrebbe essere deciso in modo che coincida con i periodi di maggiori difficoltà a livello scolastico, comportamentale e sociale del paziente.
La somministrazione di Medikinet deve essere avviata con una dose più bassa e incrementata settimanalmente. La dose massima giornaliera è di 60 mg.
Le compresse di Medikinet possono essere assunte con o senza cibo (cfr. «Farmacocinetica»).
Adulti (solo in caso di narcolessia): la posologia corrisponde in media a 20–30 mg/die, somministrati in 2–3 dosi singole. Alcuni pazienti possono necessitare di 40–60 mg mentre negli altri casi sono sufficienti 10–15 mg/die.
I pazienti con difficoltà ad addormentarsi in seguito ad un'assunzione tardiva devono assumere l'ultima dose prima delle 18:00.
Bambini a partire da 6 anni: all'inizio assumere 5 mg 1–2 volte/die (ad es. a colazione e a pranzo) e successivamente aumentare la dose giornaliera di 5–10 mg a intervalli settimanali. La dose giornaliera totale deve essere suddivisa in più assunzioni singole.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Non sono disponibili esami sistematici sui pazienti con compromissione epatica.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Non sono disponibili esami sistematici sui pazienti con compromissione renale (cfr. «Farmacocinetica»).
Pazienti anziani
Non sono disponibili dati di studio su pazienti di età superiore a 60 anni.
Bambini e adolescenti
L'uso di Medikinet in pazienti di età inferiore a sei anni non è stato valutato in studi controllati. Medikinet non deve essere utilizzato in pazienti di età inferiore a sei anni.
Nota: se dopo 1 mese dall'aumento della dose i sintomi non migliorano, il medicamento deve essere sospeso.
Se i sintomi peggiorano o si manifestano effetti indesiderati, la dose deve essere ridotta o, in caso di necessità, il medicamento deve essere sospeso.
Se l'effetto del medicamento svanisce troppo presto la sera, possono ripresentarsi comportamenti iperattivi e/o difficoltà ad addormentarsi. Previa consultazione del medico, è possibile somministrare un'ulteriore dose bassa di Medikinet la sera.
Medikinet deve essere sospeso di tanto in tanto (almeno una volta all'anno) per consentire una nuova valutazione del beneficio della terapia. È possibile che il miglioramento sintomatico persista nonostante la sospensione temporanea o definitiva del medicamento. Il trattamento farmacologico non può e non deve essere prolungato a tempo indeterminato. Di solito può essere terminato durante o dopo la pubertà.
Esami diagnostici prima del trattamento
Prima di iniziare il trattamento con Medikinet, è necessario controllare e documentare lo stato cardiovascolare, inclusa la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. Poiché non sono disponibili dati a lungo termine, devono essere eseguiti esami cardiovascolari regolari in presenza di un profilo con fattori di rischio. Prima di iniziare il trattamento, anche l'altezza e il peso devono essere rilevati e documentati in una curva di crescita (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Prima di iniziare il trattamento con Medikinet, i pazienti devono essere valutati per l'eventuale presenza di disturbi cardiovascolari e psichiatrici preesistenti e occorre analizzare l'anamnesi familiare per casi di morte improvvisa, aritmie ventricolari e disturbi psichiatrici.
Controindicazioni
·Nota ipersensibilità al metilfenidato o ad uno qualsiasi degli altri componenti di Medikinet secondo la composizione.
·Stati di ansia, tensione psichica e agitazione pronunciati, poiché Medikinet può intensificare questi sintomi.
·Ipertiroidismo.
·Aritmia cardiaca.
·Malattie cardiovascolari preesistenti inclusi ipertensione grave, angina pectoris, insufficienza cardiaca, scompenso cardiaco, patologia cardiaca congenita significativa emodinamica, cardiomiopatia, infarto miocardico, aritmie potenzialmente letali e canalopatie (malattie causate da una disfunzione dei canali ionici).
·Glaucoma.
·Feocromocitoma.
·Sindrome di Tourette o predisposizione per anamnesi familiare.
·Trattamento con inibitori delle MAO e per almeno 14 giorni dopo la sospensione di un inibitore delle MAO (il che potrebbe portare ad ipertensione arteriosa acuta) (cfr. «Interazioni»).
·Diagnosi o anamnesi di depressioni gravi, anoressia nervosa, sintomi psicotici, tendenza suicida, mania, schizofrenia e disturbo di personalità borderline, poiché il medicamento potrebbe intensificare queste condizioni.
·Arteriopatia obliterante.
·Malattie cerebrovascolari preesistenti come ad esempio aneurismi cerebrali, anomalie vascolari inclusi vasculite o ictus.
·Abuso di alcol e stupefacenti.
Avvertenze e misure precauzionali
Nei bambini affetti da anomalie cardiache strutturali trattati con stimolanti, incluso il metilfenidato, sono stati riportati casi di decesso improvviso. Sono stati segnalati anche casi isolati di eventi di questo tipo in pazienti con sospetta malattia cardiovascolare preesistente. Il metilfenidato non deve pertanto essere utilizzato in bambini con anomalie cardiache strutturali o malattie cardiovascolari preesistenti (cfr. «Controindicazioni»).
Al fine di rilevare anche eventuali malattie cardiache preesistenti, i pazienti che si intende trattare con Medikinet devono essere sottoposti ad un'attenta anamnesi (inclusa la storia familiare di decessi improvvisi o aritmie ventricolari) e ad una visita medica. Se i risultati iniziali indicano una di queste malattie, occorre effettuare ulteriori esami cardiologici (ad es. elettrocardiogramma, ecocardiogramma).
Lo stato cardiovascolare deve essere monitorato. La pressione arteriosa e la frequenza cardiaca devono essere controllate e documentate ad ogni aggiustamento della dose o ad intervalli appropriati (ma almeno ogni 6 mesi) e, successivamente, sempre secondo indicazione clinica.
I bambini che manifestano sintomi quali palpitazioni, dolore toracico sotto sforzo, sincope o altri sintomi indicativi di patologie cardiache durante il trattamento con Medikinet devono essere immediatamente sottoposti a valutazione cardiaca.
Abuso ed eventi cardiovascolari: l'abuso di stimolanti del sistema nervoso centrale, incluso Medikinet, può essere associato a morte improvvisa e ad altri gravi eventi indesiderati cardiovascolari.
Disturbi cerebrovascolari: i pazienti con anomalie preesistenti del sistema nervoso centrale (SNC), ad esempio aneurisma cerebrale e/o altre anomalie vascolari come vasculite o storia di ictus, non devono essere trattati con Medikinet. I pazienti con fattori di rischio aggiuntivi (come un'anamnesi di malattie cardiovascolari, medicamenti concomitanti che aumentano la pressione sanguigna) devono essere regolarmente valutati per segni e sintomi neurologici/psichiatrici dopo l'inizio del trattamento con Medikinet (cfr. sopra, paragrafo sulle malattie cardiovascolari e paragrafo sulle interazioni).
La vasculite cerebrale sembra essere una reazione idiosincratica molto rara all'assunzione di metilfenidato. Esistono alcune indicazioni sulla possibilità di identificare i pazienti a rischio più elevato. La comparsa iniziale dei sintomi può essere la prima indicazione di una malattia clinica sottostante.
Una diagnosi precoce basata su prove solide può consentire l'immediata sospensione di Medikinet e un trattamento tempestivo. La diagnosi deve quindi essere presa in considerazione in tutti i pazienti che sviluppano nuovi sintomi neurologici compatibili con l'ischemia cerebrale durante il trattamento con Medikinet. Questi sintomi possono includere cefalea grave, intorpidimento, debolezza, paralisi e compromissione della coordinazione, della vista, della parola, del linguaggio o della memoria.
Esacerbazione di sintomi psicotici o maniacali già esistenti: nei pazienti psicotici, la somministrazione di Medikinet può esacerbare i sintomi dei disturbi del comportamento e del pensiero.
Insorgenza di nuovi sintomi psicotici o maniacali: l'insorgenza di sintomi psicotici (allucinazioni visive/tattili/uditive e deliri) o di mania in bambini e adolescenti senza malattia psicotica o mania note può essere indotta da dosi normali di Medikinet. Se si verificano sintomi maniacali o psicotici, devono essere prese in considerazione una possibile relazione causale con Medikinet e l'interruzione della terapia.
Disturbo bipolare: particolare cautela è richiesta nell'uso di Medikinet per il trattamento dell'ADHD in pazienti con concomitante disturbo bipolare, in quanto si teme il possibile innesco di un episodio misto/maniacale in questi pazienti.
Gli stimolanti che agiscono sul sistema nervoso centrale, incluso il metilfenidato, sono stati associati all'induzione o all'esacerbazione di tic motori e verbali o di sindrome di Tourette. Pertanto, prima di sottoporsi ad un trattamento con stimolanti, il paziente deve essere valutato clinicamente per tic o sindrome di Tourette. Occorre inoltre valutare anche l'anamnesi familiare. Medikinet è controindicato in caso di diagnosi o storia familiare di sindrome di Tourette (cfr. «Controindicazioni»).
In caso di posologia eccessiva, ossia del superamento delle dosi terapeutiche, i pazienti con fattori predisponenti possono sviluppare miopatia/rabdomiolisi (cfr. «Posologia eccessiva»).
Nei bambini sottoposti a trattamento a lungo termine con Medikinet è stato segnalato ritardo della crescita (riduzione dell'aumento di peso e/o altezza). Studi di follow-up condotti su bambini di età compresa tra 7 e 10 anni indicano che i bambini che assumono metilfenidato su base costante (ad es. 7 giorni a settimana per 1 anno) presentano un rallentamento transitorio del tasso di crescita (in media una riduzione di 2 cm della crescita lineare e una riduzione di 2.7 kg del guadagno ponderale nel corso di 3 anni). Per questo motivo, i pazienti che richiedono un trattamento a lungo termine devono essere attentamente monitorati (almeno ogni 6 mesi) per altezza, peso e appetito e documentati in una curva di crescita. Il trattamento deve essere interrotto nei pazienti che non crescono né aumentano di peso come previsto.
Alcune prove cliniche hanno dimostrato che la somministrazione di medicamenti contenenti il principio attivo metilfenidato aumenta l'incidenza di disturbi psichiatrici (inclusi comportamento di dipendenza e comportamento suicida), nonché perdita ponderale e di appetito. Tali alterazioni o segni di uso improprio o abuso del medicamento devono essere registrati attentamente ad ogni visita e ad ogni aggiustamento della dose. I pazienti e chi li assiste devono essere informati della necessità di prestare attenzione a qualsiasi deterioramento clinico, comportamento o idea suicida o a qualsiasi alterazione comportamentale insolita. In caso di riscontro di tali deterioramenti, è necessario rivolgersi immediatamente a un medico. Il medico deve iniziare un trattamento appropriato per qualsiasi patologia psichiatrica sottostante e considerare l'interruzione o la modifica del trattamento per l'ADHD.
Medikinet non deve essere utilizzato per prevenire o trattare i normali stati di affaticamento.
Occorre prestare attenzione alla comparsa o all'esacerbazione del comportamento aggressivo nei pazienti in cui viene avviata una terapia con metilfenidato. In tali casi, è necessario un attento monitoraggio. L'aggressività è spesso associata all'ADHD; tuttavia, sono stati segnalati casi di insorgenza improvvisa o esacerbazione dell'aggressività durante il trattamento con metilfenidato. In tal caso, occorre prendere in considerazione l'interruzione della terapia (cfr. «Effetti indesiderati»).
Se il medicamento viene sospeso, è necessario un attento monitoraggio poiché possono verificarsi crisi di astinenza e smascheramento della depressione o degli effetti dell'iperattività cronica. Pertanto, alcuni pazienti possono richiedere un'osservazione a lungo termine.
Per le interazioni con gli agonisti alfa-2 ad azione centrale come la clonidina, cfr. «Interazioni».
In rari casi, si sono verificati sintomi di disturbi della vista. Sono stati segnalati disturbi dell'accomodazione e visione annebbiata.
Non sono disponibili dati sufficienti sull'efficacia e la sicurezza nonché sul dosaggio del medicamento nei bambini di età inferiore ai 6 anni.
Sindrome da serotonina: come con altre sostanze serotoninergiche, il metilfenidato può causare la sindrome da serotonina, una situazione potenzialmente pericolosa per la vita, specialmente quando il metilfenidato viene somministrato in concomitanza con altri medicamenti serotoninergici. Questi includono inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRI), antidepressivi triciclici, fenotiazine, triptani, litio, fentanyl, destrometorfano, tramadolo, tapentadolo, meperidina, metadone, pentazocina, erba di San Giovanni (Hypericum) o principi attivi che influenzano il metabolismo della serotonina, come il principio attivo antibiotico linezolid e l'inibitore non selettivo delle MAO blu di metilene, che causano un'inibizione reversibile e non selettiva delle MAO o dei precursori della serotonina (come il triptofano).
La somministrazione concomitante di metilfenidato e medicamenti serotoninergici non è raccomandata in quanto può portare allo sviluppo della sindrome da serotonina. I sintomi della sindrome da serotonina possono comprendere: alterazioni dello stato mentale (ad es. agitazione, allucinazioni, vaneggiamento e coma), instabilità autonomica (ad es. tachicardia, pressione arteriosa labile, vertigine, diaforesi, rossore, ipertermia), sintomi neuromuscolari (ad es. tremore, rigidità, mioclono, iperreflessia, disturbi della coordinazione), crisi convulsive e/o sintomi gastrointestinali (ad es. nausea, vomito, diarrea). La sindrome da serotonina nella sua forma più grave può essere simile alla sindrome maligna da neurolettici, che include sintomi come ipertermia, rigidità muscolare, instabilità autonomica con possibili rapide fluttuazioni dei segni vitali e alterazioni dello stato mentale. L'individuazione rapida di questi sintomi è estremamente importante.
In tal caso, il metilfenidato e i medicamenti serotoninergici devono essere sospesi immediatamente e deve essere avviato un trattamento appropriato (cfr. «Interazioni»).
Glaucoma acuto ad angolo chiuso:
Sono stati segnalati casi di glaucoma acuto ad angolo chiuso in associazione al trattamento con metilfenidato. Sebbene il meccanismo non sia chiaro, i pazienti in trattamento con Medikinet che presentano un rischio di glaucoma acuto ad angolo chiuso (ad es. pazienti con ipermetropia marcata) dovrebbero essere sottoposti a visita oculistica.
Aumento della pressione intraoculare e glaucoma:
Sono stati segnalati casi di aumento della pressione intraoculare (IOP) e di glaucoma (inclusi il glaucoma ad angolo aperto e quello ad angolo chiuso) in associazione al trattamento con metilfenidato (cfr. sezione «Effetti indesiderati»). Si raccomanda un attento monitoraggio nei pazienti trattati con Medikinet con anamnesi di pressione intraoculare insolitamente elevata o di glaucoma.
Priapismo
In associazione al trattamento con prodotti contenenti metilfenidato, bambini, adolescenti e adulti hanno riportato rari casi di erezioni dolorose e di lunga durata (priapismo), le quali hanno richiesto un intervento medico immediato e occasionalmente chirurgico (cfr. «Effetti indesiderati»). Il priapismo non è stato segnalato durante l'inizio della terapia, ma si è sviluppato dopo un certo periodo di tempo dall'assunzione del medicamento, spesso a seguito di un incremento della dose. Il priapismo si è verificato anche durante un periodo libero da metilfenidato (pausa della terapia o interruzione della terapia). I pazienti che sviluppano erezioni di durata insolita o frequenti e dolorose devono consultare immediatamente un medico.
Crisi epilettiche
Medikinet deve essere usato con cautela nei pazienti affetti da epilessia, poiché l'esperienza clinica ha dimostrato che può provocare un aumento della frequenza delle crisi in un piccolo numero di questi pazienti. Se la frequenza delle crisi aumenta, Medikinet deve essere sospeso.
Effetti collaterali ematologici
La sicurezza e l'efficacia a lungo termine di Medikinet non sono ancora del tutto note. Pertanto, i pazienti che assumono Medikinet per un periodo di tempo prolungato devono essere attentamente monitorati. Questo include regolari esami del sangue, tra cui l'emocromo completo, l'emocromo differenziale e la conta piastrinica. Se vengono rilevate anomalie ematologiche, si deve prendere in considerazione un trattamento medico appropriato (cfr. la sezione sugli effetti indesiderati).
Sostanza ausiliaria: Lattosio
I pazienti con i rari disturbi ereditari intolleranza al galattosio, deficit totale di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicamento.
Interazioni
Interazioni farmacocinetiche
Medikinet non viene metabolizzato dal citocromo P450 in misura clinicamente rilevante. Non si prevede che gli induttori o gli inibitori del citocromo P450 abbiano un influsso rilevante sulla farmacocinetica di Medikinet. Al contrario, gli enantiomeri D ed L del metilfenidato non esercitano alcuna azione inibitoria sulle isoforme 1A2, 2C8, 2C9, 2C19, 2D6, 2E1 o 3A del citocromo P450.
La somministrazione concomitante di Medikinet non aumenta le concentrazioni plasmatiche della desipramina, substrato del CYP2D6.
Sebbene i casi clinici indichino una possibile interazione di Medikinet con anticoagulanti cumarinici, anticonvulsivanti (ad es. fenobarbital, fenitoina, primidone), fenilbutazone nonché antidepressivi triciclici, le interazioni farmacocinetiche non sono state confermate in studi con un numero di casi più elevato. Potrebbe essere necessario ridurre la posologia di questi medicamenti quando vengono somministrati in concomitanza con Medikinet.
L'interazione con l'anticoagulante etilbiscoum acetato in 4 pazienti non è stata confermata con un numero di casi maggiore (n = 12).
Interazioni farmacodinamiche
Anestetici: durante gli interventi chirurgici esiste il rischio di aumenti improvvisi della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. Il metilfenidato non deve essere assunto il giorno di un intervento chirurgico programmato.
Antipertensivi: Medikinet può diminuire gli effetti di abbassamento della pressione dei medicamenti antipertensivi.
Uso contemporaneo con sostanze ipertensive:
A causa del possibile aumento della pressione arteriosa, Medikinet deve essere usato con cautela in combinazione con sostanze vasopressorie (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). A causa della possibilità di una crisi ipertensiva, Medikinet è controindicato nei pazienti in trattamento o che sono già stati già trattati con inibitori delle MAO (rispettivamente in corso o entro le 2 settimane precedenti) (cfr. «Controindicazioni»).
Uso contemporaneo con agonisti alfa-2 ad azione centrale (ad es. clonidina):
Durante l'uso concomitante con clonidina, sono stati segnalati effetti indesiderati gravi, inclusa la morte improvvisa. La sicurezza dell'uso di metilfenidato in combinazione con clonidina o altri agonisti alfa-2 ad azione centrale non è stata studiata sistematicamente.
Uso contemporaneo con medicamenti dopaminergici:
In qualità di inibitore della ricaptazione della dopamina, Medikinet può essere associato a interazioni farmacodinamiche con agonisti diretti e indiretti della dopamina (inclusi DOPA e antidepressivi triciclici) e con antagonisti della dopamina (antipsicotici, ad es. l'aloperidolo), quando detti medicamenti vengono somministrati in concomitanza. La somministrazione concomitante di Medikinet e antipsicotici non è raccomandata a causa dei meccanismi d'azione opposti.
Se l'associazione è ritenuta necessaria dal medico, si raccomanda il monitoraggio dei sintomi extrapiramidali (EPS), poiché l'uso contemporaneo di metilfenidato con antipsicotici può aumentare il rischio di EPS in caso di variazione (aumento o riduzione) del dosaggio di uno o di entrambi i medicamenti.
Uso contemporaneo con medicamenti serotoninergici:
La somministrazione contemporanea di metilfenidato e altri medicamenti serotoninergici (inclusi triptani, SSRI, SNRI, litio, fentanil e suoi analoghi, tramadolo, destrometorfano, tapentadolo, meperidina, metadone, pentazocina o erba di San Giovanni (Hypericum)), con medicamenti che inibiscono il metabolismo della serotonina (inclusi gli IMAO, come ad es. il blu di metilene) o i precursori della serotonina (ad es. il triptofano) non è raccomandata in quanto può portare allo sviluppo della sindrome da serotonina (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). È stato dimostrato che il metilfenidato aumenta la concentrazione extracellulare di serotonina e noradrenalina e che sembra avere una debole capacità di legarsi ai trasportatori della serotonina.
Uso contemporaneo con alcol:
L'alcol può aumentare gli effetti indesiderati a carico del sistema nervoso centrale causati dagli psicofarmaci, incluso Medikinet. Pertanto, si raccomanda di astenersi dal consumo di alcol durante il trattamento.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
I dati di uno studio di coorte su un totale di circa 3 400 gravidanze esposte nel primo trimestre non indicano un aumento generale del rischio di difetti alla nascita. L'incidenza di malformazioni cardiache è risultata leggermente aumentata (rischio relativo aggregato aggiustato 1.3; IC 95%: 1.0–1.6), corrispondente a 3 bambini in più con malformazione cardiaca congenita ogni 1 000 donne che ricevevano metilfenidato nel primo trimestre rispetto alle gravidanze non esposte. Sono stati segnalati spontaneamente casi di tossicità cardiorespiratoria nei neonati, in particolare tachicardia fetale e distress respiratorio.
Negli studi sugli animali, il metilfenidato ha talvolta causato malformazioni embrionali (cfr. «Dati preclinici»).
Medikinet non deve essere somministrato durante la gravidanza, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario.
Allattamento
I casi clinici hanno dimostrato che il metilfenidato viene escreto nel latte materno e raggiunge un rapporto latte/plasma pari a circa 2.5.
Occorre decidere se interrompere l'allattamento o interrompere il trattamento con Medikinet, tenendo in considerazione i benefici dell'allattamento al seno per il lattante e i vantaggi del trattamento per la madre.
Fertilità
Non sono disponibili dati sull'effetto del metilfenidato sulla fertilità umana. Il metilfenidato non ha compromesso la fertilità di topi maschi o femmine (cfr. «Dati preclinici»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Medikinet può causare sonnolenza, visione annebbiata, allucinazioni o altri effetti collaterali a carico del SNC (cfr. «Effetti indesiderati»). I pazienti che sviluppano tali effetti collaterali devono astenersi dalla guida di veicoli, dall'impiego di macchine o da altre attività potenzialmente pericolose.
Effetti indesiderati
Durante l'uso di medicamenti contenenti metilfenidato, sono stati osservati effetti indesiderati da medicamento che devono essere interpretati come effetti di classe.
Gli effetti indesiderati più comunemente osservati sono:
Infezioni ed infestazioni
Nasofaringite.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Appetito ridotto, aumento ponderale e dell'altezza moderatamente ridotti con la terapia prolungata nei bambini.
Disturbi psichiatrici
Insonnia, nervosismo, anoressia
Labilità affettiva, aggressività, irrequietezza, ansia, depressione, irritabilità, comportamento anormale.
Patologie del sistema nervoso
Cefalea, vertigine, discinesia, iperattività psicomotoria, sonnolenza.
Patologie cardiache
Aritmia, tachicardia, palpitazioni.
Patologie vascolari
Ipertensione.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Tosse mal di gola e dolore della laringe.
Epistassi.
Patologie gastrointestinali
Nausea, bocca secca
Dolori addominali, diarrea, fastidio allo stomaco e vomito.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Alopecia, prurito, eruzione cutanea, orticaria.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Artralgia.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Piressia, ritardo della crescita con l'uso prolungato nei bambini.
Esami diagnostici: alterazioni della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca (incremento nella maggior parte dei casi), Perdita di peso.
Indipendentemente dalla loro frequenza, è necessario segnalare anche i seguenti effetti indesiderati clinicamente importanti o gravi associati a medicamenti contenenti metilfenidato:
Disturbi psichiatrici: pensieri o tentativi suicidi (incl. suicidio riuscito) comportamenti stereotipati (ripetuti in modo morboso), allucinazioni tattili.
Patologie del sistema nervoso: disturbi del movimento coreiformi, tic o loro esacerbazione, deficit neurologici reversibili, emicrania, sindrome maligna da neurolettici.
Patologie dell'occhio: disturbi dell'accomodazione.
Patologie cardiache: morte cardiaca improvvisa, infarto miocardico.
Patologie vascolari: disturbi cerebrovascolari o emorragia, vasculite, fenomeno di Raynaud, sensazione di freddo alle estremità (mani e piedi freddi).
Patologie gastrointestinali: disturbi della funzionalità epatica.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, esantema da medicamento.
Patologie renali e urinarie: ematuria.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella: ginecomastia.
Database degli effetti indesiderati da studi clinici
La sicurezza e l'efficacia del metilfenidato nell'uomo sono ben documentate sulla base di studi clinici e di decenni di esperienza con farmaci contenenti metilfenidato nel trattamento dell'ADHD e della narcolessia. Inoltre, la sicurezza e l'efficacia del metilfenidato nell'uomo sono state studiate anche in letteratura*.
Definizione di frequenza:
Molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a < 1/10), non comune (da ≥1/1 000 a < 1/100), raro (da ≥1/10 000 a < 1/1 000), molto raro (< 1/10 000), non nota (non può essere stimata in base ai dati disponibili). Gli effetti indesiderati da medicamento (ADR) dopo l'immissione in commercio che non sono già elencati alla voce «Effetti di classe» sono elencati con la frequenza «non nota», in quanto la frequenza non può essere solitamente determinata dalle segnalazioni spontanee.
Elenco degli ADR del trattamento con Medikinet
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto raro: leucopenia, trombocitopenia e anemia.
Non nota: pancitopenia.
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: reazioni di ipersensibilità, inclusi angioedema1 e anafilassi.
Disturbi psichiatrici
Comune: irrequietezza, disturbi del sonno*, bruxismo*
Molto raro: iperattività, allucinazioni visive e tattili, disturbo depressivo dell'umore transitorio (tristezza, ansietà, lacrimosità), disturbi psicotici
Non nota: disfemia, labilità affettiva, pensieri anomali, rabbia, alterazioni dell'umore, sbalzi d'umore, ipervigilanza, mania, disorientamento, disturbo della libido2, apatia, stereotipia3, cambiamento nell'attenzione sostenuta4, stato confusionale, abuso di droghe5 e tossicodipendenza5
Sono noti casi di comportamento suicida (incl. suicidio riuscito) in pazienti trattati con metilfenidato. Tuttavia, il ruolo del metilfenidato in questi casi non è chiaro.
Patologie del sistema nervoso
Comune: tremore*
Molto raro: convulsioni, coreoatetosi, occlusione e/o arterite cerebrale, disturbi cerebrovascolari, emorragie cerebrali ed eventi cerebrovascolari. Sono stati riportati molto raramente casi scarsamente documentati di sindrome neurolettica maligna (SNM), nei quali la maggior parte dei pazienti aveva ricevuto anche altri medicamenti. Il ruolo di Medikinet in questi casi è incerto.
Non nota: deficit neurologico ischemico reversibile.
Patologie dell'occhio
Raro: disturbi dell'accomodazione e visione annebbiata
Non nota: visione doppia, midriasi, deterioramento visivo6
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Non nota: gonfiore del padiglione7 in relazione a reazioni di ipersensibilità
Patologie cardiache
Raro: angina pectoris.
Non nota: arresto cardiaco, infarto miocardico.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non nota: dolore laringeo8, dispnea, epistassi.
Patologie gastrointestinali
Comune: dispepsia*, mal di denti*
Non nota: diarrea, costipazione
Patologie epatobiliari
Comune: iperidrosi*
Molto raro: disturbi della funzionalità epatica, che vanno dall'aumento delle transaminasi fino al coma epatico
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto raro: porpora trombocitopenica, dermatite esfoliativa, eritema multiforme, infiammazione della mucosa orale (negli adulti con narcolessia)
Non nota: eritema, esantema fisso9
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non comune: trismo
Molto raro: crampi muscolari
Non nota: mialgia, contrazioni muscolari
Patologie renali e urinarie
Non nota: enuresi.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Non nota: priapismo, disfunzione erettile
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: nervosismo*
Raro: aumento ponderale e dell'altezza moderatamente ridotti con la terapia prolungata nei bambini
Non nota: dolore al petto, affaticamento
Esami diagnostici
Non nota: aumento della pressione intraoculare, soffio al cuore10
1 Include edema angioneurotico
2 Include diminuzione della libido
3 Include comportamenti ripetitivi
4 Include iperfocalizzazione e sovrafocalizzazione
5 Sono stati descritti casi di abuso e dipendenza, più frequentemente con le formulazioni a rilascio immediato
6 Include disturbi visivi
7 Associato a reazioni di ipersensibilità
8 Include dolore faringolaringeo
9 Include esantema fisso da medicamento
10 Segnalato con altri prodotti a base di metilfenidato
* Effetti indesiderati osservati nello studio clinico su pazienti adulti affetti da ADHD
** La frequenza degli effetti indesiderati osservati nello studio clinico su pazienti adulti affetti da ADHD è stata superiore a quella precedentemente osservata nei bambini
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
I segni e sintomi di posologia eccessiva da Medikinet, principalmente derivanti dalla sovrastimolazione del sistema nervoso centrale e da eccessivi effetti simpaticomimetici, includono: vomito, agitazione, tremore, iperreflessia, scosse muscolari, convulsioni (potenzialmente seguite da coma), euforia, confusione, allucinazioni (acustiche e/o visive), vaneggiamento, sudorazioni improvvise, vampate di calore, cefalea, piressia, tachicardia, palpitazioni, frequenza cardiaca aumentata, aritmia sinusale, ipertensione, midriasi, secchezza della mucosa e rabdomiolisi.
Trattamento
La gestione consiste in misure di supporto e nel trattamento sintomatico di eventi potenzialmente letali (ad es. insufficienza nella funzione renale, crisi ipertensiva, aritmie cardiache, convulsioni).
Lo scopo delle misure di supporto è quello di proteggere il paziente dall'autolesionismo nonché da stimoli esterni che potrebbero intensificare l'ipereccitazione già esistente.
Se il paziente è cosciente, è possibile indurre il vomito per svuotare lo stomaco del suo contenuto, seguito dalla somministrazione di carbone attivo. La lavanda gastrica è necessaria in pazienti iperattivi o incoscienti oppure in pazienti con ridotta funzionalità respiratoria.
Il ricorso a misure di terapia intensiva è necessario per mantenere la circolazione sanguigna e la respirazione. Possono essere necessarie misure di raffreddamento esterno per ridurre un'eventuale iperpiressia.
Non sono disponibili informazioni sull'efficacia della dialisi peritoneale e dell'emodialisi extracorporea in caso di posologia eccessiva da Medikinet.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N06BA04
Meccanismo d'azione
Il metilfenidato è uno stimolante del sistema nervoso centrale con un effetto pronunciato sulle attività mentali e motorie. Il suo meccanismo d'azione nell'uomo non è ancora del tutto chiaro, ma si ritiene che gli effetti stimolanti siano dovuti all'inibizione della ricaptazione della dopamina e della noradrenalina nei neuroni presinaptici nonché al conseguente aumento della concentrazione di tali neurotrasmettitori nello spazio extraneuronale.
Il meccanismo mediante il quale il metilfenidato esercita i suoi effetti mentali e comportamentali nei bambini non è stato completamente esplorato, né esistono evidenze conclusive per dimostrare come tali effetti siano correlati allo stato del sistema nervoso centrale. Medikinet è una miscela racemica 1:1 di D-metilfenidato (d-MPH) ed L-metilfenidato (l-MPH). L'L-enantiomero è considerato come farmacologicamente inattivo.
Farmacodinamica
Non sono disponibili dati in merito.
Efficacia clinica
Non sono disponibili dati in merito.
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo la somministrazione orale di una compressa di Medikinet, il principio attivo (metilfenidato HCl) viene assorbito rapidamente e quasi completamente. A causa di un forte metabolismo di primo passaggio, la biodisponibilità assoluta è del 22 ± 8% per il D-enantiomero e del 5 ± 3% per l'L-enantiomero. L'assunzione concomitante di cibo non ha alcun effetto rilevante sull'assorbimento (il cibo aumenta la concentrazione plasmatica massima (Cmax) del 23% e l'area sotto la curva concentrazione-tempo (AUC) del 15%).
Le concentrazioni plasmatiche massime di circa 40 nmol/l (11 ng/ml) vengono raggiunte in media dopo 2 ore. Le differenze interindividuali e intraindividuali nelle concentrazioni plasmatiche massime sono notevoli. L'area sotto la curva della concentrazione plasmatica (AUC) e la concentrazione plasmatica massima (Cmax) sono proporzionali alla dose somministrata. Non vi è alcuna correlazione tra la concentrazione plasmatica massima e l'effetto farmacologico.
Distribuzione
Nel sangue, il metilfenidato e i suoi metaboliti sono distribuiti tra plasma (57%) ed eritrociti (43%). Il legame alle proteine plasmatiche del metilfenidato e dei suoi metaboliti è basso (10–33%). Il volume di distribuzione è 2.65 ± 1.11 l/kg per d-MPH e 1.80 ± 0.91 l/kg per l-MPH.
L'escrezione del metilfenidato nel latte materno è stata riscontrata in due casi clinici in cui la dose relativa calcolata per il bambino, aggiustata per il peso rispetto alla dose materna, era ≤0.2%. Non sono stati riscontrati effetti indesiderati in nessuno dei bambini (6 e 11 mesi di età).
Metabolismo
Il metilfenidato viene rapidamente e ampiamente metabolizzato mediante la carbossilesterasi CES1A1. Le concentrazioni plasmatiche massime del principale metabolita deesterificato, l'acido alfa-fenil-2-piperidina-acetico (acido ritalinico), vengono raggiunte circa 2 ore dopo la somministrazione di metilfenidato e sono 30–50 volte superiori a quelle del principio attivo in forma immodificata. L'emivita di eliminazione dell'acido alfa-fenil-2-piperidina acetico è circa il doppio di quella del metilfenidato e la clearance sistemica è in media 0.17 l/h/kg. I metaboliti idrossilati, come ad es. idrossimetilfenidato o acido idrossiritalico, possono essere rilevati solo in piccole quantità. Il principio attivo immodificato sembra essere il principale responsabile dell'effetto terapeutico.
Eliminazione
Il metilfenidato viene eliminato dal plasma con un'emivita media di eliminazione di 2 ore mentre la clearance sistemica è 0.40 ± 0.12 l/h/kg per d-MPH e 0.73 ± 0.28 l/h/kg per l-MPH. In seguito alla somministrazione orale, entro 48–96 ore, il 78–97% della dose viene escreto nelle urine mentre l'1–3% viene escreto nelle feci sotto forma di metaboliti. Il metilfenidato immodificato viene rilevato solo in piccole quantità (< 1%) nelle urine. La maggior parte di una dose (60–86%) viene escreta nelle urine sotto forma di acido alfa-fenil-2-piperidina acetico.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità renale
I dati sull'eliminazione in pazienti con funzionalità renale normale indicano che l'eliminazione renale del metilfenidato in forma immodificata non viene praticamente ridotta dall'insufficienza renale. Tuttavia, l'eliminazione renale del metabolita acido alfa-fenil-2-piperidina acetico può essere ridotta.
Bambini iperattivi
La farmacocinetica del metilfenidato nei bambini iperattivi (6–13 anni di età) non si è dimostrata diversa da quella degli adulti sani.
Dati preclinici
Mutagenicità
In uno studio in vitro con metilfenidato in cellule ovariche di criceto cinese (cellule CHO, «Chinese Hamster Ovary»), lo scambio di cromosomi sorella e le aberrazioni cromosomiche erano aumentati. Tuttavia, non sono stati osservati effetti genotossici in diversi altri studi in vitro, compresi tre test in vitro (test di mutazione inversa di Ames, test di mutazione anterograda del linfoma murino, test di aberrazione cromosomica nei linfociti umani). Due test del micronucleo sul midollo osseo del topo in vivo non hanno dimostrato effetti clastogenici o aneugenici a dosi massime di 250 mg/kg.
In uno di questi studi, sono stati utilizzati topi B6C3F1 dello stesso ceppo che aveva presentato tumori epatici nel saggio biologico di cancerogenicità. Inoltre, non hanno mostrato alcun potenziale genotossico le misurazioni delle mutazioni cII nel fegato e nei micronuclei dei reticolociti del sangue periferico di topi Big-Blue, nei micronuclei dei reticolociti del sangue periferico e delle mutazioni HPRT, nonché le aberrazioni cromosomiche nel macaco Rhesus, le mutazioni nel locus PIG-A nei ratti giovani, la frequenza nel sangue dei reticolociti contenenti micronuclei e i danni del DNA nelle cellule del sangue, del cervello e del fegato in ratti maschi adulti già trattati ininterrottamente per 28 giorni, nonché la misurazione dei micronuclei eritrocitari nel sangue periferico dei topi.
Cancerogenicità
In uno studio a vita sugli animali condotto nei topi, il metilfenidato ha causato un aumento dell'incidenza di adenomi epatocellulari (tumori epatici benigni) e, solo nelle specie maschili, un aumento dell'incidenza di epatoblastomi (tumori epatici maligni) a una dose di circa 60 mg/kg/die (circa 35 volte la MRHD su base mg/kg).
L'epatoblastoma è un tipo relativamente raro di tumore maligno nei roditori. Non è stato osservato alcun aumento generale dell'incidenza di tumori epatici maligni. Il ceppo di topo testato è particolarmente suscettibile allo sviluppo di tumori epatici. Si ritiene che gli epatoblastomi siano dovuti a meccanismi non genotossici come ad es. un aumento della proliferazione delle cellule epatiche. Tale ipotesi è coerente con l'aumento del peso del fegato osservato in questo studio di cancerogenicità condotto sui topi.
In uno studio di cancerogenicità a vita sui ratti F344, il metilfenidato non ha causato alcun aumento dei tumori. La dose massima utilizzata in questo studio era pari a circa 45 mg/kg/die (circa 26 volte la MRHD su base mg/kg).
Tossicità riproduttiva
Il metilfenidato può causare malformazioni embrionali nei conigli. In uno studio sulla riproduzione del coniglio con metilfenidato, sono stati osservati spina bifida ed estremità posteriori malrotate in due cucciolate alla dose di 200 mg/kg/die. L'esposizione (AUC) a questa dose era di circa 5.1 volte superiore all'esposizione estrapolata alla dose massima raccomandata per l'uomo (MRHD). L'esposizione alla dose successiva più bassa, alla quale non è stata osservata spina bifida, era 0.7 volte l'esposizione estrapolata alla MRHD. Un secondo studio è stato condotto a una dose elevata di 300 mg/kg/die, considerata tossica per la madre. Tuttavia, non è stato osservato alcun caso di spina bifida in 12 cucciolate sopravvissute (92 feti). L'esposizione (AUC) alla dose di 300 mg/kg era 7.5 volte l'esposizione estrapolata alla MRHD.
La somministrazione di una dose di metilfenidato da 75 mg/kg/die (20.9 volte superiore all'esposizione (AUC) nella MRHD) ha portato allo sviluppo di tossicità fetale nel ratto, che ha determinato una maggiore incidenza di feti con ossificazione ritardata del cranio e dell'osso ioide nonché di feti con coste soprannumerarie corte.
In uno studio di riproduzione continua di 18 settimane, il metilfenidato non ha compromesso la fertilità di topi maschi o femmine nutriti con il medicamento aggiunto al mangime. Lo studio è stato condotto su due generazioni di topi che hanno ricevuto metilfenidato su base continua a dosi massime di 160 mg/kg/die (circa 90 volte la MRHD su base mg/kg).
Dopo la somministrazione del metilfenidato a dosi massime di 45 mg/kg/die (circa 26 volte la MRHD su base mg/kg) in ratti durante la gravidanza e l'allattamento, il guadagno ponderale della prole era diminuito alla dose massima; tuttavia, non sono stati osservati altri effetti sullo sviluppo post-natale.
Tossicità giovanile
In uno studio convenzionale su ratti giovani, il metilfenidato è stato somministrato per via orale a dosi massime di 100 mg/kg/die per 9 settimane, a partire dall'inizio della fase post-natale (giorno 7 post-natale) fino alla maturità sessuale (settimana 10 post-natale). Durante un esame condotto sugli animali in età adulta (settimane 13–14 post-natali), gli animali di entrambi i sessi, precedentemente trattati con una dose di almeno 50 mg/kg/die, hanno riportato una riduzione dell'attività locomotoria spontanea, mentre le femmine, che avevano ricevuto la dose massima di 100 mg/kg/die (equivalente a circa 58 volte la MRHD su base mg/kg), hanno riportato un deficit nell'apprendimento di un'attività specifica.
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
Il metilfenidato può provocare falsi positivi nei test di laboratorio per le anfetamine, in particolare negli «Immunoassay Screen Tests».
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare Medikinet compresse nella confezione originale per proteggere il contenuto dall'umidità. Non conservare a temperature superiori a 25°C.
Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
56846 (Swissmedic)
Confezioni
Medikinet compresse da 5 mg con linea di frattura, divisibili: confezioni da 20, 50 e 100 compresse [A+]
Medikinet compresse da 10 mg con linea di frattura, divisibili: confezioni da 20, 50 e 100 compresse [A+]
Medikinet compresse da 20 mg con linea di frattura, divisibili: confezioni da 20, 50 e 100 compresse [A+]
Titolare dell’omologazione
Salmon Pharma GmbH, Basilea
Fabbricante
MEDICE Arzneimittel Pütter GmbH & Co. KG, 58638 Iserlohn, Germania
Stato dell'informazione
Maggio 2025